Cooperative Learning e Didattica a Distanza, una nuova opportunità – PARTE 1

È possibile fare Cooperative Learning (CL) con la DaD? Il lockdown ha spinto più di qualcuno ad avere dei dubbi sull’effettiva possibilità di continuare a lavorare con l’apprendimento cooperativo quando non si è in aula. Tuttavia  per chi scrive la risposta è positiva, anzi, il CL  è un’ottima opportunità per lavorare su altre abilità sociali e per offrire nuove percorsi ad alunni e alunne.

Che sia con la piattaforma Zoom o con Gmeet, la videoconferenza è  il punto di partenza per coniugare CL e DaD , sgombrando il campo da dubbi sull’efficacia del mezzo, dal fatto che niente è meglio dell’attività in presenza: quando non si può mettere il piede a scuola, c’è l’esigenza di avvicinarsi il più possibile ai bambini e ai ragazzi, e quindi la  videolezione è meglio di niente (e  sicuramente meglio di mail e compiti postati sul registro…)

Scelto il setting, ci si lavora come fossimo in classe. Abbiamo venti alunni? Li dividiamo in 4 o 5 e apriamo 4 o 5 stanze virtuali , che apparterranno ai gruppi formati: ogni gruppo un link di Zoom o Gmeet, sul quale noi entreremmo a piacimento per osservare e valutare l’andamento dei lavori come se fossimo in aula e ci avvicinassimo ad un’isola.

Per quanto riguarda il compito, potrebbe essere uno dei tanti che affidiamo usualmente  ad esempio in geografia  la realizzazione di un lavoro come un Power point o una mappa su uno stato per la Secondaria o su una regione per la Primaria. Anche il Jigsaw, che è complesso, si può mettere in atto in un’attività a distanza di questo tipo. A maggior ragione per le strutture cooperative  più semplici.

Per ciò che concerne i ruoli, si può affermare che molti resteranno quelli di sempre: non potranno mancare i responsabili dei materiali, del tempo, della scrittura, dell’incoraggiamento… Il responsabile del  tono della voce, che in una “stanza” virtuale, isolata da quelle degli altri gruppi, ha meno senso, potrebbe essere sostituito  da quello del turno di parola, che a microfoni accesi è indispensabile per evitare sovrapposizioni. C’è poi l’esigenza di qualcuno che vegli su come si appare in video, in termini scautistici si direbbe il responsabile dello stile perché in questi mesi è risultato evidente quanto sia importante insegnare a non barare dietro lo schermo e ad assumere atteggiamenti corretti, verso i compagni e verso l’insegnante. È corretto non mostrarsi e magari “seguire” le videolezioni in pigiama? Quando è bene tenere acceso il microfono, quando è meglio spegnerlo?

A quest’ultimo aspetto si collega la riflessione su quali possono essere gli obiettivi cooperativi che la  DaD si deve porre, una riflessione urgente in vista della prossima riapertura delle scuole, appuntamento che probabilmente ci chiamerà ancora a ritrovarci, almeno in parte, dietro un video. E quindi è necessario arrivare preparati, sapendo che non tutto ma molto, e molto altro si può fare.

Silvia Marceglia

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